siamo giunti al termine del Laboratorio “SenzaSenso” 2008-2009. In questi mesi abbiamo vissuto e condiviso fatica, impegno, emozioni. Abbiamo esplorato il nostro corpo, le nostre emozioni, alla ricerca delle nostre capacità espressive e creative ancora inespresse. Ora siamo più consapevoli del nostro corpo, delle nostre emozioni, del nostro “sentire” e “fare Teatro”. La fatica, il sudore, la costante sfida, l’adrenalina dello stare in Scena, lo scambio di energie, l’essere individui nel gruppo “facendo gruppo”. Un percorso “senza senso”, un’esperienza vissuta sulla propria pelle, difficile da descrivere con le parole ma che ognuno porterà sempre dentro di sé.
Il 27 giugno sarà la giornata conclusiva delle nostre attività laboratoriali e invito tutti alla prossima stagione, naturalmente sia a chi ha partecipato, sia a chi non ha potuto per esubero di iscrizioni al Laboratorio di quest’anno.
Colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone che hanno avuto l’umiltà e il coraggio di organizzare e realizzare il Festival del Teatro Visibile: dal presidente dell’Associazione Teatro Oltre Pierfrancesco Ambrogio, agli organizzatori Lucia Ciardo (che ha condotto con me “divinamente” anche il Laboratorio teatrale) e Daniele Conte. Inoltre i produttori, i testimonial, la giuria, l'ufficio stampa, i registi, gli attori, i tecnici e tutti gli assistenti dei reparti di scenografia, coreografia, illuminotecnica, fonia, audiovisivi, sartoriale, trucco e parrucco!!! Grazie a tutti, di cuore…
Carlo Salvatori
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DOMENICA 24 MAGGIO 2009
TEATRO ITALIA
ore 21,00
MASSIMILIANO GRAZIUSO
in
"EQUIVOCI"
Monologo in 10 quadri per attore e musicisti
La giuria composta da Stefano Pironti, Roberta La Guardia (distributori
teatrali) e Giampiero Rappa (autore regista attore) ha così motivato la
scelta del premiato:
"E' uno spettacolo che fonde con armonia il lavoro dei musicisti e
dell’attore. Sia nella scrittura che nell’interpretazione attoriale declina le nevrosi quotidiane in una spietata analisi della realtà con ironia e
"Questa intera creazione è essenzialmente soggettiva, e il sogno è il teatro, dove il sognatore è allo stesso tempo sia la scena, l'attore, il suggeritore, il direttore di scena, il manager, l'autore, il pubblico e il critico" (Carl Gustav Jung)